Riunione inaugurale

Da FLOSS marche.

Indice

Dove e Quando

venerdì 30 novembre 2007, ore 21.00 presso:

"C.R.S. Centro Regionale Servizi S.R.L."

via Curtatone, 2 - 60122 Ancona (AN)

[Indicazioni stradali dalla stazione dei treni di Ancona]

Ordine del giorno

- chi siamo ?? presentazione dei presenti

- obiettivi e tempi di lavoro

- programmazione lavori

- presentazione wiki e mailing list

- necessità o meno di un dominio ("indipendente")

- collaborazioni eventuali e ricerca di partner per il progetto

- relazioni e comunicazioni stampa locale

Verbale

venerdì 30-11-07 (presso CRS Ancona)

inizio seduta 21.15 (circa)

fine seduta 00.15 (circa)

Presenti (13)

Altomeni Michele (Fano)

Fanelli Paolo (Pesaro)

Ferroni Andrea (Fabriano)

Ferroni Luca (Fabriano)

Giraldi Stefano (Fano)

Luchetta Stefano (Ancona)

Montesi Marco (Fano)

Pavoni Matteo (Ancona)

Pozzi Diego (Pesaro)

Priorelli Luca (Fermo)

Savini Daniele (Ancona)

Socionovo Gianni (Fabriano)

Vitali Matteo (Fano)

Tempi e Obiettivi

Gli obiettivi che si intende fissare sono:

  • innanzitutto la formulazione della legge regionale di iniziativa consiliare, attraverso metodi partecipativi e deliberativi. Il gruppo di lavoro che viene a crearsi sarà quindi uno "strumento" di supporto all'attività amministrativa dell'organo consiliare regionale, in qualità di gruppo tecnico e informato, il quale potrà sicuramente essere portatore e promotore dei principi fondamentali a cui la dovrà ispirarsi la legge.
  • creazione di una rete tra le associazioni "informatiche" e i vari LUG della regione Marche, in modo che possano proseguire i rapporti collaborativi tra le associazioni e lo scambio di conoscenze e informazioni. (una proposta emersa durante le conversazioni è la creazione di un osservatorio regionale, o qualcosa di analogo, sul buon funzionamento della PA e le proprie "malefatte" in campo ICT)
  • uno dei possibili risvolti potrebbe essere la produzione di materiale di supporto alla formulazione di interrogazioni, rivolte alla giunta regionale, in merito alle inadempienze della Regione in campo ICT (come ad es. l'inosservanza dgli standard web, licenze d'uso, gare d'appalto irregolari ..)


I tempi di lavoro:

Michele Altomeni spiega ai presenti come il procedimento amministrativo e i tempi che intercorreranno tra fromulazione della legge, depositazione e approvazione, dettano i tempi di lavoro che il gruppo si deve prefiggere. In definitiva, i tempi di lavoro che si prefiggono sono corca 6 mesi, entro i quali si dovrà completare la stesura della legge che dovrà essere poi depositata; in modo che gli organi (consiglio e giunta) abbiano dei margini di tempo per l'approvazione, per la quale si punta a poco prima della fine legislatura dell'amministrazione marchigiana.

Punti salienti emersi dal Dibattito

Inizialmente si fa presente come una legge basata sui principi non potrebbe essere realmente efficace, vengono citati come esempi positivi i decreti attuativi della legge spagnola della regione Extremadura [1] [2] e come sia fondamentale concentrare l'attenzione anche su questo tema. Si sottolinea che una legge di principi non basta e che potrebbero risultare utili anche degli studi sulle previsioni di risparmio relativi alle licenze d'uso.

Viene proposta una analisi sulla legislazione esistente in materia, e l'opportunità di selezionare i modelli positivi evitando di ripetere gli sbagli fatti dalle altre amministrazioni. Alcune leggi fatte sono buone, e si sottolinea come il problema spesso deriva dal non rispetto di esse, anche dalla stessa PA. Vengono in particolare citate: La direttiva "Stanca", la proposta di legge regionale della Puglia, la legge umbra (con alcune note negative da parte di alcuni partecipanti alla riunione), il caso negativo della Campania, le leggi delle Provincie Autonome di Trento e Bolzano. In particolare la legge toscana focalizza i seguenti punti:

  • Proprietà del software della PA
  • Accesso dei dati nel tempo
  • Legalità (non viene incentivata l'illegalità tra gli utenti)
  • Riduzione costi
  • Indipendenza dal fornitore (favorendo la libera concorrenza e le imprese operanti nel territorio)
  • Sicurezza, trasparenza, tutela e privacy.

Vengono presi in considerazione i positivi risvolti economici che l'attuazione di una legge in materia di open source potrebbe portare, tenendo comunque in considerazione lo scoglio culturale con cui confrontarsi, constituito dalla ignoranza del tema da parte della PA, e delle scelte sbrigative che vengono spesso adottate, le quali si ripercuotono negativamente sullo sviluppo collaborativo dei sistemi e la diffusione di know-how informatico. Si prende atto che non è positivo concentrare l'attenzione sul risparmio derivante l'utilizzo di software libero ma che il risparmio venga reinvestito nel campo ICT della PA.

Si propone inoltre di porre l'attenzione in particolare sui formati e protocolli aperti, e l'accessibilità che sono assimilabili in un livello distinto da quello de software.

Riprendendo il tema dei formati aperti/chiusi si pone in questione il principio di trasparenza che con l'adozioni di sistemi open-free viene garantito in toto (in modo da favorire anche l'accesso dei dati nel tempo), mentre solitamente con i programmi proprietari il principio di trasparenza viene sminuito a favore del diritto d'autore. Tale principio di trasparenza sollevato è strettamente collegato al controllo dei sistemi e dei formati che vengono adoperati. Allo stesso tempo il controllo sui software e legato al controllo sulla PA, (ad es. sulle adozioni illegali o inefficienti). Su questo punto si cita la proposta di legge della regione Puglia, la quale prevede l'istituzione di una autorità regionale di vigilanza sulla PA.

Una cosa emersa inoltre è la possibilità di prevedere clausole nei contratti e negli appalti sottoscritti dalla PA che prevedano l'obbligo di acquistare programmi distribuiti sotto licenze aperte. A questo punto si propone di analizzare bene nello specifico quale (o quali) licenze siano più adatte al caso della PA. Per questo potrebbe essere utile la formulazione di Linee guida (manuali) per la stipulazione di contratti/appalti, che rispettino gli standard imposti dalla futura legge. Si cita di nuovo la legislazione spagnola che permette la libera distribuzione del software di proprietà della PA.

Un'ultima, ma non per importanza, questione emersa è quella riguiardante gli aspetti sociali, cioè la diffusione del modello collaborativo e partecipato di sviluppo del software, la condivisione delle conoscenze.

Programmazione lavori e strumenti

Si ritiene opportuno suddividere i compiti da svolgere all'interno del gruppo di lavoro, in modo da coordinare i lavori senza sovrapporsi. Gli strumenti che al momento si ritiene più opportuni sono:

Proposte finali

Occorrerebbe ancora lavorare un minimo sull'allargamento della partecipazione al gruppo di lavoro da parte delle associazioni presenti nel territorio marchigiano. Nella sezione "chi siamo" della pagina principale del wiki esiste il riferimento al parternariato, nel quale è possibile creare una lista di firmatari del progetto. Un invito esplicito va innanzitutto ai referenti delle varie associazioni ad inserire il nominativo in lista.

Per poter dare un peso maggiore al progetto e diffondere informazioni in merito all'attività svolta si potrebbe lavorare nella direzione delle università locali in modo da rendere partecipi (anche come partenariato passivo, cioè solo come firmatari del progetto) alcuni esponenti di rilievo che operano nell'ambiente universitario marchigiano. Si invita chi ne ha la possibilità a stabilire contatti.

Eventuale possibilità di ospitare gli strumenti comunicativi del gruppo da parte dei web server del consiglio regionale.

Strumenti personali